Luca Papacchini: componenti tossici delle mascherine prodotte in Italia

Questa è un’epoca buia, in cui il Diritto, la scienza e l’umanità sembrano scomparire miseramente, soppiantati dalla comunicazione distopica e dalla manipolazione delle masse basate sulla paura non tanto della morte quanto della vita.

Per molte persone, questo straccetto davanti alla bocca è diventato un oggetto rassicurante, una specie di coperta di Linus senza la quale si sentono “nudi”. Inutile spiegare che non protegge dai virus, ma anzi rischia di diventare veicolo di infezioni. Inutile spiegare che dopo poco cominciano a svilupparsi al suo interno miceti e batteri, che trovano nell’espirato caldo e umido il terreno di coltura ideale per la loro proliferazione. Inutile anche sottolineare che toccarla continuamente, metterla e toglierla, portarla sotto al mento, al braccio o in testa a mo’ di fascetta, utilizzarla per più giorni o metterla in tasca, in borsa, appesa allo specchietto della macchina stile Arbre magique è pericoloso non solo per la persona che la indossa ma anche per tutti gli altri.
Insomma la fiera del prosciutto sugli occhi.

Luca, quindi, ha pensato che fosse il caso di analizzare il prodotto confezionato, quello mai infettato o inquinato dall’utilizzatore e di chiedere non la quantificazione di eventuali germi, ma la determinazione delle sostanze chimiche del materiale di cui sono fatte, per capire esattamente cosa contiene questo “dispositivo” che ci chiedono (gentilmente, perché la legge non prevede alcun obbligo per nessuno!) di mettere a contatto con le nostre vie aeree durante una mai dichiarata “pandemia” provocata da un virus che colpisce proprio gli organi respiratori.

Arsenico, cromo, piombo e titanio evidentemente devono essere considerati innocui per la salute umana (per non parlare dell’ambiente) dal Ministero della Salute. E sicuramente anche il Nichel, notissimo allergene, farà gran bene alla nostra pelle e al nostro sistema digerente (a proposito, avete mica notato che ad un certo punto hanno aggiunto, fra i possibili sintomi di COVID-19, anche i disturbi gastrointestinali?).

Luca non ama sottolinearlo, ma queste analisi le ha pagate di tasca sua e ha dovuto veramente insistere molto per farsi inviare i referti dai laboratori, poi li ha consegnati gratuitamente sia alle istituzioni, sia ad alcuni legali, nella speranza che ne venisse fuori una causa in tribunale e un “caso” mediatico e sociale. Nulla di tutto ciò, quindi adesso ne parliamo noi stessi, con un minimo di riservatezza di alcuni dati che, per ora, è meglio restino a disposizione della Polizia e dei magistrati solamente.

Questo è il video dell’intervento al convegno di Bolsena, che alcuni di voi avranno già visto tramite il canale Multilevel della libertà.

https://rumble.com/vj8pbt-luca-papacchini-convegno-2930-maggio-a-bolsena.html

Questi, invece, sono gli screenshot dei risultati:

Vi ricordo che il laboratorio di Perugia (ma solo DOPO aver effettuato l’analisi) si è rifiutato di fornire i risultati, asserendo che, essendo ente pubblico, non avrebbe potuto usare i soldi dei contribuenti per fornire tali dati a un privato .
Ma, in quanto ente pubblico che opera a spese dei contribuenti… è soggetto a richiesta di accesso agli atti! Chi partecipa?

14 pensieri riguardo “Luca Papacchini: componenti tossici delle mascherine prodotte in Italia

  1. buon giorno, non mi è ben chiaro perchè una richiesta di accesso agli atti debba comportare una procedura simile a una class action, comunque partecipo e resto in attesa di sapere cosa devo fare.
    grazie
    alberto santel

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    1. non deve, infatti: ognuno può inviarla a nome proprio via pec o raccomandata. Tuttavia, avendo proposto verie azioni di questo genere in passato, so che alcune persone non hanno la pec e non agiscono volentieri per conto proprio… e anche che la carta intestata dell’avvocato ha sempre il suo peso! Perciò ho pensato di vedere se riesco a organizzare un invio di massa per chi non ha la pec o non vuole agire da solo… 🙂

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  2. Ci sto! Devo assolutamente riuscire a far smettere di inficiare la salute di mio figlio con le mascherine della FCA, e non solo, che mi sembrano ricavate da stracci recuperati in discarica visti gli “ingredienti” rilevati…

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  3. Sono d’accordo. Deve finire l’obbligo delle “mascherine” per tutti, ma penso soprattutto ai bambini, ai miei nipotini che per andare a scuola la devono tenere per 5 ore, provocando danni alla respirazione e all’attenzione. Giù le mani dai bambini. Poi basta, doverla usare nei negozi altrimenti non si può fare la spesa. Vogliamo sapere esattamente cosa c’è.

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